La ricerca di Eurispes fotografa le abitudini di gioco nel 2019

Eurispes ha condotto una indagine che al momento è la miglior ricerca che fotografa, per gli italiani, le abitudini al gioco d’azzardo. La ricerca, per l’appunto chiamata “Gli uomini italiani: lavoro, difficoltà economiche, consumi, gioco d’azzardo e armi da fuoco. Il ritratto” è stata diffusa nella giornata dello scorso 19 marzo, giorno della Festa del Papà, ed è stata svolta per indagare l’opinione e la situazione degli uomini italiani legati ad alcuni aspetti della vita quotidiana su cui, chiaramente, spicca anche l’universo del gioco. Come noto uno dei più importanti nel novero dell’economia nostrana.

Quel che è emerso è un quadro totalmente spaccato della società maschile, accentuato dalle differenze generazionali tra i giovani, maggiormente incerti, insoddisfatti e pessimisti, e gli anziani, che invece hanno una base di certezza più ampia e concreta. Ma sono proprio i più giovani i maggiori consumatori, per sé stessi, nella tecnologia, nel tempo libero e nel gioco d’azzardo. In base agli ultimi dati elaborati da AAMS, è stato rivelato che in Italia il volume d’incasso dei giochi ha superato i 100 miliardi nel 2017. Oggi il 38% totale degli uomini italiani, ovverosia quattro su dieci, spendono soldi nel gioco legale: il 23,2% circa di questi gioca solo dal vivo, il 12,4% solo online e il 12,4% rimanente su ambedue i circuiti. Il 61,2% invece non partecipa a giochi con vincita in denaro. Sono i più giovani quelli maggiormente avvezzi al gioco d’azzardo, in una età compresa tra i 25 e i 34 anni per il 45,9% dei casi, e tra i 18 e i 24 anni per il restante 40,4%.

Tra i giochi legali quello del Gratta&Vinci è il maggiormente diffuso, giocato com’è dall’83% dei consumatori. Nella top 3 figurano anche il Lotto ed il SuperEnalotto (78,1%). Il 41,6% dei giocatori si dà alle slot e alle VLT mentre il 35,2% partecipa a scommesse non sportive. Seguono giochi di carte, bingo, ippica e casinò. Indifferentemente dalla tipologia, i più giovani giocano in ogni contesto. Solo il 12,7% di coloro compresi tra i 25-34 anni, non gioca, mentre il restante 42,1% ha dichiarato di giocare spesso. Stesso discorso ovviamente per slot e VLT, assiduamente frequentate dalla fascia d’età più giovane.

Si gioca per un motivo semplice: la vincita in denaro, il guadagno facile e il divertimento. Soltanto l’8% gioca per hobby, il 5% vede il gioco come una sfida, il 4,5% prova ebrezza, il 3,9% gioca per tradizione familiari. Uno sparuto e quasi nullo 1,8% gioca invece per vincere e donare ai più bisognosi. Una nettissima minoranza, comunque, rispetto a chi gioca esclusivamente per vincere. Il 39,7% ha dichiarato di spendere troppo nel gioco, mentre solo il 27,4% ha detto di chiedere soldi per il gioco. Ma geograficamente come si gioca in Italia? Al Sud la maggioranza ha dichiarato di spendere troppo e giocare eccessivamente (53,8%). Gli isolani confermano questa sensazione (56,5% dei casi).
Al Nord invece cresce la percentuale di chi ha chiesto più spesso soldi per giocare, mentre al Centro la media scende. I soldi chiesti in prestito per il gioco toccano il picco massimo al Sud.

Cosa pensano invece gli intervistati tra gioco legale ed illegale? Il 65% del campione non ha mai conosciuto il gioco illegale, il 27% conosce senza giocarvi, l’8% invece ha partecipato o partecipa come parte attiva nei circuiti illegali. Al Sud il gioco illegale è maggiormente diffuso: è conosciuto dal 31,5% del campione ed è battuto dall’11,8% che vi ha preso parte. Per il 26,8% la promozione del gioco legale da parte dello Stato non è una cosa buona, dal momento che può creare dipendenza e grosse perdite di denaro. Per una minoranza invece la promozione statale può scoraggiare il gioco illegale e tutelare i giocatori. Emerge, con chiarezza, la pericolosità sociale attribuita ad alcuni giochi, soprattutto quelli di Slot Machine e giochi online e Bingo. I meno rischiosi, addirittura quasi per nulla, per il campione intervistato sono Lotto e SuperEnalotto.

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